l’acqua disegnatasi
negli anni
perennemente mancati
non trattiene memoria.
le onde non potranno
recuperarla,
nessun giorno
può tornare a formarsi.
cause di cause
creeranno nuove onde
ora impensabili,
apriranno attimi,
a volte verseranno
in un moto simile
in una sagoma ripetuta,
in un simile tema,
a volte sembreranno
quell’acqua.
oggi sei felice
pensandoti felice.
incorporale
si inoltra
la figura vicaria
dell’immagine.
l’uomo non replica
ai segreti.
narra la presenza
impugnandone il limite,
percorrendola dai bordi,
regnando sufficiente
su un feudo.
qui c’è un testo
che appare
apparso,
e ciò che succede
è ciò che succede.
ogni stato inutile
non lo è:
ha un indirizzo
un vantaggio.
dolce non è dolce
in ogni lingua,
pane non è pane.
le opportunità non arrivano
a chi le attende ma a chi risulta
attraente alle opportunità.
la poesia arriva
in breve
alla fine del verso
del proposito
del pensiero
del passo,
in breve
alla fine del ritmo,
allo spazio.
ho vissuto
un tempo vacillante,
l’attimo che trema
difettoso.
raccoglievo gli uomini
in un esercizio,
nella singolarità
di un corpo plurale.
tutti coprivano
una figura polimorfa,
la variante ritornava
al modello, a tagli
dello stesso volto.