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4 apr 2021

reciproco doppio


l’attore interpreta 
l’attore che lo interpreta, 
chi copia interpreta 
una copia, 
la copia del copiatore. 



29 mar 2021

l’ultimo uomo


l’ultimo uomo 
racchiude il sapere? 
l’ultimo sapiente 
eredita il mondo,
o il senso colma 
le lacune e abita 
dilatandosi? 



24 mar 2021

l’ancella


poi apparve nel tempo 
la figura dell’ancella 
con gli occhi trafitti 
e folgorati,  
che dava il suo corpo 
per toccare le realtà, 
che usandosi  
esprimeva il mondo. 



8 mar 2021

andando


circolavo nelle teorie,
andando dove 
non andavo, 
realizzandomi 
di portati assurdi, 
preso dalla finzione. 



21 gen 2021

il pendolo


la bambina sfavillante  
chiede del pendolo
¿qué es? 



19 gen 2021

la catastrofe


dopo la catastrofe  
la moneta d’aria 
non sarà riconosciuta, 
tornerà dove 
soffiano le idee, 
non contenendosi. 



5 gen 2021

il pianista


dal dio denutrito 
esce la facilità.   
l’esibizione 
sui comandi non scivola, 
tocca i suoni 
articolandone ognuno, 
in un personale olimpo.
le lunghe dita come ragni 
catturano
l’insediamento dell’opera, 
l’intero non si possiede, 
collassa in una nota. 



23 dic 2020

la scatola


dentro la scatola 
non c’era 
fuori niente.  



18 dic 2020

vissero


vissero con poche parole, 
felici. 



8 dic 2020

la scelta


ti vede 
gli occhi che ti inquadrano 
sul tu 
che contengono 

la scelta di isolare l’altro 
di porre un messaggio 
incurabile 

occhi che corrispondono 
di domande 

forma che si trova nella tua 

in occhi non tuoi 
che ti affermano 

la loro serietà che ti preleva 

iridi nere uscite del profondo 
trasmissione della parola 

questo è l’abisso 
questa parola tra gli occhi. 



9 nov 2020

sciarada


giunta dalle ultime pagine 
una posizione 
riapriva l’accaduto.
nel coro dei ritratti 
invisibili manovre 
si introducevano,
qualcosa di assente 
si svolgeva.
era tra i volti, 
evaso nella scena compiuta. 
iniziò a vederne le ipotesi, 
a premetterlo 
alle maglie opache, 
ragioni mancanti 
danzavano tra le righe 
veloci del rebus.
rivide i legami 
le incognite e le sincronie, 
indagò il segno 
tra le cose trascorse. 
doveva sciogliere
l’espressione apocrifa 
del quadro, penetrare 
le mappe latenti, 
la memoria antecedente, 
portare un nome a ritroso.



28 ott 2020

la spirale


pencolanti gradini, 
inerpicati 
a una polvere turbinosa, 
conducevano al sito 
smarrito nelle tenebre.
nell’arcuata torre  
la gravità aveva 
accrescimento, 
il negromante seguiva 
l’ascesa avvolta nel vuoto   
verso i covi solitari. 
la sagoma sfocata
generata di turbolenze, 
i profili adunchi 
gli occhi discontinui, 
sapeva cosa 
fremeva nelle nubi, 
la forma nera d’incubo
dell’arrivo.



26 ott 2020

scissione


si diede il lavoro 
di deporre il tempo. 
la luce non variò in lui,
le notti lo sorvolarono 
inavvertite.



4 ott 2020

i possessori


antichi possessori 
dei cerchi
composero un messaggio
di pietre al cielo.
una forma antenata 
ci attende.



26 ago 2020

le ore sul quaderno


lei disegna il luogo 
che era larghezza neutra, 
le consonanti intonazioni 
che raccoglie 
restituendole nel corpo; 
si confina 
nella linea svestita, 
comunicando una forma 
necessaria. 
mentre posa 
le ore sul quaderno 
scrive la forma su di me, 
chiama le parole. 
chissà come sono 
le parole dentro di lei.



18 lug 2020

l’attrice


l’attrice compie le fasi 
dice il dramma.
mentre è le battute
la sua conseguenza
le è sorda,
sua ricchezza degli altri, 
lungo momento 
di precipizio che trattiene. 

l’attrice recita la bellezza
o la bellezza recita lei?
i personaggi vivono,
la persona immigra.



15 lug 2020

sui tesori


capii che dare 
agli altri mi impoveriva.  
toglievano i miei segreti, 
guadagnandomi 
con me stesso, 
usandomi per terminare 
di usarmi, 
per guidare l’opera 
o infrangerla. 
così non parlai più, 
lasciando tortuosi studi 
sommersi.



8 apr 2020

Faust


quale motivo ti spinse
a imbrattare i fogli
di segni, di alfabeti
e produzioni alchemiche,
a cercare
forse la stessa ricerca, 
indagare lo studio, 
rivoltare la gravità 
che ti implica?
approfondirsi
in voragini e rupi
tra le torte vie
plumbee del paese,
frugare nella sapienza
per una cognizione eccelsa,
era il tuo prodotto.
hai messo in indagine il cielo
inquisendo
i sipari della forma,
hai sciolto in limpido 
giudizio le figure,
perdendo il presente,
seppellendo le ore di lei, 
la mano che ti ama.
per trovare ti sei perso
ed ora somigli all’apparenza,
a una fiammella
che fa luce propria
nell’antro di un fondo
cupo.
quello che inseguivi 
non era la luce,
ma la fiaccola.
ora la realtà ti è finita, 
sei tutto l’essere e niente,
la minestra senza ciotola
cade al suolo.
è tardi ma puoi salvarti,
rivolgiti alla terra
alle acque alle ore diurne,
esci dalla crosta
in cui divampa la divinità.
esci e ritorna
tra i volti.



17 mar 2020

la fine fuori


verificano 
che il fuori disappare. 

i valori prima schierati, 
i crocevia di corpi e bisogni 
si addentrano al chiuso, 
in esso si muove 
il rumore, 
una copia dei sensi. 
in quel nucleo si dura, 
portatori immobili 
di un codice, 
il codice reca al domani 
il domani è il codice. 

abitano 
una casa assillante 
e in quella si indugia 
e a quella si arriva. 
è come il gioco, 
le mosse sono un paio 
la fantasia può le mosse, 
il tutto decade 
a struttura. 

ora le pareti sono il racconto, 
segno da dentro 
una bolla di parole 
le ultime parole rinvenute. 



16 gen 2020

il lettore autore


era adatto a ogni frase 
che leggeva, 
il lettore autore, 
in grado di suscitarla 
e averla provata. 
era più dei personaggi 
somigliante, 
ne aveva i caratteri 
e la follia, 
la miseria e l’altezza, 
ne conteneva il proposito, 
il clima e lo stile. 

leggendo applicava 
un’invenzione sua, 
ospitando l’opera 
in formule congeniali; 
e se gli capitava di scansarli 
i volumi si smarrivano 
in un paginario infinito. 

il lettore sapeva il mondo, 
lo annotava 
nelle combinazioni sfogliate, 
lo scriveva nelle letture; 
leggeva e i libri nascevano 
in lui, 
leggeva e aveva già letto.