frequento il verso giacere come inferma verbale lapide. la sfida alla carne sofferta di malattia, sbarazzata dal tempo è l’ultima emulazione dell’essere, il sopravvivere gramo di una dedica. leggendo Baudelaire non leggerai quella donna, non la vivrai, hai solo un momento inclito che i termini toccano. nessun ritratto rimane ad agirla, solo la silhouette svanita, testo eterno di un testo, il rimbalzo di niente.