raddrizza
il disegno della sedia
e hai il futuro.
curvalo
e l’avrai di nuovo.
cosa ticchetta
l’orologio?
che larghezza
inaugura?
poi apparve nel tempo
la figura dell’ancella
con gli occhi trafitti
e folgorati,
che dava il suo corpo
per toccare le realtà,
che usandosi
esprimeva il mondo.
quasi mai si raccoglie
l’immagine
che fai va costruita.
il cielo si perde
in un fumicare di vento,
estenuato si sparge
in macchie vorticanti,
in frammenti della notte
si dissipa.
la presenza cade.
ciò che è si toglie,
ciò che fai è perdere.
ora si dia
il silenzio
e si lascino
le forme.
ora si abdichi
dal simbolo.