ora ti parlo dell’acqua
e tu temi
i prolissi vocaboli
che la inducono,
numeri di termini
e di retorico mormorio,
onde prive di sagome
che non ricrei, infilate
in ghirlande di suoni
in cui non funzionano
personaggi.
prevedi, attendi,
il solo transito
di un codice.