29 giu 2015

senilità


senescenza veloce
di un certo grado
di fatica e crisi,
la veglia accanita
di un’anima.



27 giu 2015

la menzione


non raccontarmi
che il libro è buono,
racconta
ciò che ti prolunga
parla accresciuto
dillo tu da te
dillo tuo.



26 giu 2015

la ghirlanda


fattasi di cristallo la notte 
il fattucchiere radunò 
i propri saperi, 
ricombinò le strade 
che aveva percorso 
e i metalli di ogni evento. 
li dispose fluttuanti 
in una babilonia di cammini, 
una congerie di ponti 
e passaggi inarcati, 
come uscite che si avviano 
in ingressi uscenti, 
corpi introflessi 
e rovesci del fuori. 
diede alla forma terrigena 
una natura traslata, 
cadde nel pensiero
perdendo il mondo.



25 giu 2015


spaccate
ai figli
i righelli.



21 giu 2015

attrito


fai forme belle
lavi la lite,
le musiche suonano
senza versarsi.



20 giu 2015

sulle pagine |redux


chino su un libro, 
lento sulle ceree pagine 
striate di ricamo, 
lavorato nel senso, 
perduto nelle sue 
biforcazioni, 
colgo improvvisa 
la verità delle pietre, 
il loro sommo fenomeno, 
la colma entità, 
l’insorgenza. 
sorprendo quella radice, 
la proprietà d’esistere. 



18 giu 2015

torsione


se uno lavora mangia dorme
dorme mangia e lavora
ce l’ha l’anima?



16 giu 2015

una premessa


si piacquero rincorrendo
una lunga origine, 
agendo una continuata
astensione.
non chiesero mai 
ai propri segreti.
non si chiesero mai
la scelta. 



15 giu 2015


amarsi
è girarsi
addosso.



14 giu 2015

la chiarezza


nella chiarezza 
degli occhi riposava 
un segno avvolto 
in bende di silenzio, 
l’alfabeto di mille anelli
di mille centri alacri.



11 giu 2015

piramide bluff


uno scrittore stufo
ha detto un pensiero
che tutti pensano
e ha preso mille frustate
perché lo vuole il re.
ma non sarebbe
più possibile
che milioni di sudditi
frustassero lui,
il solo sovrano?



9 giu 2015

operazione


la trama usa il mare
se ci naufraga qualcuno,
il paesaggio è di servizio.



5 giu 2015

il concerto


siamo qui 
come spazio concluso. 

il cortile apre 
un teatro notturno
di raccordi e fughe,
di code e rilievi, 
gradini e passaggi, 
di logge, nicchie, gallerie, 
di statue e tremule cavità. 
siamo il volume
speculare dell’ornamento,
delle soglie, degli sbalzi, 
i volti architettonici 
di una platea. 
è una compagine 
che ricovera l’attesa,
seduta a produrre risonanza, 
esegue la forma diafana
di un sistema. 

ed ecco piove  
una nervatura di suoni, 
un coro di orbite complesse, 
una misura armoniosa.
è la proporzione delle voci,  
di simultanei soliloqui 
in un corpo. 
si versa un senso 
e irradia onde 
che non domini. 
è un fenomeno 
che non ha superfici, 
un oggetto senza abito, 
è l’abito stesso nudo. 

quando infine si asciuga 
non c’è niente:
una memoria labile, 
un percorso di polvere.
cosa scende con la voce, 
cosa si dice, cosa traduce? 
le domande anch’esse 
si perdono nel fumo. 

la musica è stata. 
non saprei se la musica 
mai 
sia. 



3 giu 2015

la prova


hai preso un bel voto
e ora sai di sapere.