13 mag 2016

tramite


è talmente attento
a come dire, 
che dice il come.



12 mag 2016

i contorni


dopo la tormenta 
ogni vano è una reazione 
di luce piena. 
ondulanti vetrate 
la rivolgono 
come estrema immagine, 
visione del giudizio, 
e tu nel traguardo 
delle sponde ti salvi.



9 mag 2016

non ho


oggi non ho 
linguaggio, 
proposito, nulla. 
non voglio 
né non voglio. 
ho niente 
neanche posizione. 
non trovo capacità 
né scelta 
né minimi risultati. 
solo un rapporto  
nativo mi impiega.



8 mag 2016

la glossa


il tutto comprende
la glossa sul tutto.
ma come possono
convivere entrambi?



6 mag 2016

dio diretto


le chiarezze svuotano 
il dio diretto, 
entità non pronunciata 
all’uomo, 
immune alla misura, 
articolazione 
di un crivello 
che si sorveglia. 



4 mag 2016

la cornice


il riquadro crea 
l’attenzione. 

quello che vedi è scelto, 
messo in colloquio 
vincolo rapporto richiamo, 
è una rete di elementi 
che si dipendono. 

ogni forza chiede le altre, 
si distribuisce nella misura. 

quanto vedi è già pensato, 
è un calcolo 
di salde esattezze, 
di razionali 
sostanze asciugate.  

non c’è macchia che non sia 
piccola vitalità 
prescritta dalla forma. 

oltre i margini 
ci sono aree smarrite 
e senza lettura, 
manca il contenuto, 
le forme posano 
in nativo disturbo, 
frazioni o eccedenze 
delle cose. 

la cornice inaugura il mondo 
circoscrive il positivo 
taglia il caos. 

qui riesce il bello, 
la bellezza non scivola. 

nella cornice ripari 
la cattura 
dalla massa che deborda 
informe. 

la cornice afferra lo sguardo,
vede,
la cornice è ciò che vedi, 
dove vedi il modo di vedere.



1 mag 2016

l’incomodo


tediato da incomode 
occorrenze, desiderò 
una vita fluida. 
quindi tolse le frizioni,
gli intralci, gli attriti, 
appianò le incognite 
accogliendo i bisogni 
su rotaie levigate.
i compiti si esaudivano
scendendo facili 
nel meccanismo 
calzante. 

così procedettero 
gli anni corretti, 
scorrevoli, 
fino a compiere 
il solo assolvimento.