dove dimora
l’onniscienza del deposito,
l’approdo senza revoche
che conserva
la manovra completa,
cesellata,
dell’evento?
dove arrivano
improrogabili le operazioni
e si fanno,
in quella rappresa
densità,
dimensione che ricopri,
nel cuneo
che ruba il limite?
dove riposa la sorte
che premi,
dove eludi
in continuo svaporare
l’opera?
dove confini
l’ultima scatola,
la cellula indifferibile
delle cose?
coautore:
Max Campanini