a differenza dell’azione,
della propria linea che si sviluppa,
il libro è un luogo fermo
in una profondità di fogli,
sagoma ricorrente dei margini,
accasamento di un itinerario.
la stesura lo abita,
radicando segni negli angoli,
a esatti lati del leggere.
nelle sue terre dimorano
destini e circoli invariabili:
non si dipana non è incremento
o esodo inerte.
il libro confina nel testo,
come la torre gli spiazzi
la stradicciola
che sale per il paese.
il libro è il paese continuato
che riapri,
avventura avvenuta e integra.
è un luogo che verga
ore permanenti
in cui cammina il tempo,
è il lavoro del suo trasporto,
la forma dei suoi termini.
nel libro ricevi frasi
che ti precorrono,
l’attimo è situato ovunque,
ignorando la sorte prossima
da cui è disceso,.
nel libro si stanziano
verticali domande.
alle biblioteche di Mirko