8 dic 2010

aria premuta


dove si preme l’aria
occupata
dalle piante cresciute?



7 dic 2010

I. senza vista


nella aerea penombra
tra vaghe moli 
di silenzio, 
alta e acuta riluce 
la sagoma  
di un’apertura sospesa: 
la sola forma 
l’unico luogo. 

dietro 
le pellicole della scena 
la vecchia figura cerca, 
spogliando 
lo scarno orizzonte.

diafane 
espressioni verticali 
liquide ampiezze 
e diluiti angoli
riverberano,  
radi passanti affrettano 
minime trame, 
ma nulla si districa 
allo sguardo immerso 
nella pace. 

l’occhio è torbido 
mosso da sciami sbiaditi, 
scorge reami di nebbia 
che mai ha avuto disegno,  
nebbia consecutiva. 

vaglia senza vista 
il grigio dietro il grigio 
cenni di contenuto, 
ma nulla accade,
solo un variarsi
di tiepide distanze,  
un accorgimento di luci.

nella densità slegata
nella magrezza incolore
il suo profilo indaga,
e della terra scarica 
si rende momento.



6 dic 2010

occhi oggettivi


nei tuoi occhi oggettivi
c’è una sensazione
di altri occhi
che non mi rivolgi,
di un esporti nascosto
un nasconderti esposto,
il comportarti per me.



5 dic 2010

gli esiti


nella tua forma
trovo
gli esiti della mia.



<English version>

4 dic 2010

tapparella


tapparella
non fa rima
con bella.



3 dic 2010

tanti pochi chicchi


pochi chicchi sono pochi chicchi
tanti pochi chicchi sono un piatto di riso.



lo scontro delle notti


l’esercito era un crepuscolo 
di elmi e spade 
adunato ai piedi del declivio,
una notte ulteriore.

in cima sulla cerchia ripida 
brillava un segnale di torce: 
il buio sarà fermato,
la ragione che conserva il fuoco
annienterà la barbarie,
pensava l’uomo del castello.

ma sospinta dalla tenebra
si alzò una mano 
e un rombo
si inerpicò dalla valle.
l’ombra prese ogni corpo,
lame e braccia 
si urtarono simultanee
fino all’alba,
e mancò l’ordine precedente.

il giorno trascorse nuovo.
sull’orlo merlato 
le torce disegnavano
un’altra razionalità,
in attesa della notte.