12 ott 2013


firma
le parole.



11 ott 2013

testimonio


testimonio che, 
in questo tassello 
della causalità 
intervenuta, 
sono presente. 
nell’attimo che puoi 
visitare e ampliare,  
che si àncora qui, 
frutto e conferma 
dei suoi labirinti,
della soluzione 
che l’ha portato. 
tempo su cui 
pochi arriveranno, 
che continua. 



9 ott 2013

il Vajont


oggi cinquant’anni fa
il colosso industriale
non ha avuto ragione
di comandarci dall’alto,
causando 
un velocissimo istante
di cancellazione.
è ora di sciogliere
chi decide su di noi.



8 ott 2013

non poi


c’è un eloquio
che non dura
nell’artificio.



7 ott 2013

la vista fuori


una bimba si stropiccia 
gli occhi che non vedono 
più giusto, 
sta seduta con le gambe  
ferme impaurite 
ma nessuno capisce.
si preme il viso
con i piccoli pugni
roteando fuori la vista,
ma non c’è allineamento
tra i contorni, 
l’immagine non va bene.
ogni sguardo è troppo nuovo
i muri vanno lontano
il luogo non si prende.
è sola
tra lo sfondo che galoppa
nel guaio del vuoto,
senza saper funzionare.
passano minuti bianchi
i suoni non sono sicuri  
è sola,
aperta in ogni lato
paralizzata dallo spazio.

poi la sorella la raggiunge,  
le calma i braccini 
le dà una carezza,  
e lei le si allaccia
la stringe la tiene,
le piange addosso
la sua nuova tristezza.



6 ott 2013

aspetta le storie


l’uomo d’occidente aspetta
incallito le storie incapace
di guardare il silenzio.
e quando vi riesce
ne fa folto racconto.



5 ott 2013

il muro remoto


queste scaglie protruse
come un ruggito del muro, 
e depresse ed estrose
come alveo babelico
che scivola e riaffiora
a pareggiarsi
sono i mattoni superni
della superficie, 
ineguali pari concetti
di una monolitica corrente, 
sono l’orma del dettaglio
la sembianza delle epoche,
questo muro avvenuto
è la faccia del tempo.