12 ott 2020

‘Il treno per Istanbul’ di Graham Greene


le carrozze del libro radunano il consesso di una genia amara e spoetizzata che bada all’utile. nel treno, proiettato verso una deflagrazione di neve, formicola il commercio delle classi, un lavorio si eccita verso la posizione seguente. vagoni, come portatori esclusivi, epurano ciò che sfrangia il movimento mentre, bloccati nello spazio, amplificati nel moto, uomini si fanno veicolo. la corsa dell’Orient Express spinge su un binario l’inesorabile, il tragitto è un senso funebre che consegna personaggi, spesso a una nuova casella di partenza, alla fredda amnesia. 



11 ott 2020

la colpa


accùsati di dare 
nuove cose allo spazio. 



8 ott 2020

divisione


si uccide perché 
in quel momento 
muore. 



6 ott 2020

le mani speculari


fasci di luce cadono obliqui
sui tarlati banchi di legno 
dello scriptorium, 
la stanza è un percorso taciturno.
figure di lana grezza
si piegano su tomi di pergamena,
il mattino sorge sulle pagine
incontrando vocaboli e forme
di fulgida vivezza:
scimmie, leoni, colombe,
racemi di vite e d’acanto.
il gesto del miniatore
retrocede in quello 
del miniatore miniato, 
nella coda di pavone lapislazzuli
si toccano la mano del monaco
e la sua mano sintetica,
la pagina abborda la realtà.



5 ott 2020

la mente comunicata


scelse di copiare 
sui quaderni gli abnormi 
appunti del vivere. 
produsse l’orrore 
metabolico della realtà.



4 ott 2020

i possessori


antichi possessori 
dei cerchi
composero un messaggio
di pietre al cielo.
una forma antenata 
ci attende.



1 ott 2020

Afrodite


in amore siamo noi
o il volto della dea?