una bimba si stropiccia
gli occhi che non vedono
più giusto,
sta seduta con le gambe
ferme impaurite
ma nessuno capisce.
si preme il viso
con i piccoli pugni
roteando fuori la vista,
ma non c’è allineamento
tra i contorni,
l’immagine non va bene.
ogni sguardo è troppo nuovo
i muri vanno lontano
il luogo non si prende.
è sola
tra lo sfondo che galoppa
nel guaio del vuoto,
senza saper funzionare.
passano minuti bianchi
i suoni non sono sicuri
è sola,
aperta in ogni lato
paralizzata dallo spazio.
poi la sorella la raggiunge,
le calma i braccini
le dà una carezza,
e lei le si allaccia
la stringe la tiene,
le piange addosso
la sua nuova tristezza.