26 dic 2016

al felice


perché al felice
butti la vita contro?
la vastità mancante
addosso? 
i lussi le lusinghe 
le regioni 
apposta lontane? 
lasciagli la sua
casa possibile.



24 dic 2016

mettere


per fare il tempo
ci metto mesi.



18 dic 2016

alla pari


quando crei 
porta il lettore
o lascia chiavi
risonanti.



17 dic 2016

per chi


per chi è la bellezza
della cerbiatta
che nessuno sfiora?
o della polimorfa
stalattite nella grotta,
senza pubblico
inestimata?
forse la bellezza
l’abbiamo inventata.



16 dic 2016

felicità -2


felicità
è reperirmi.



15 dic 2016

il taccuino


ho smarrito un taccuino 
che ponderava l’esistere. 
la prova e il ricordo  
avanzano disabitati, 
non si fabbrica più 
il tempo vissuto nei fogli. 
ho consegnato  
il lavoro delle pagine,
ho ceduto la crescita. 



14 dic 2016

privarsi


la seduzione ha
un certo modo
di tacere.



13 dic 2016

monile


applica alla frase 
il massimo costo, 
fanne tema 
essenziale
protetta brevità.
scrivi togliendo 
da dove hai tolto,  
la sua uscita sia 
torchio delle prove 
e del discorso. 



12 dic 2016


la fretta
non ha nulla.



11 dic 2016

connessura


provo a concepire 
una pagina silenziosa, 
eseguita 
di sole relazioni 
con il fondo.
sotto al moto 
qualcosa si afferma, 
una giuntura 
che non emerge 
nei termini visibili.
domíni si scambiano, 
modelli si permeano
trasmettendo 
conseguenze,
avviando proprietà 
prima del valore.



5 dic 2016

qualità


il circo dei gladiatori
era pieno di maggioranza.



4 dic 2016

arretrando


un nuovo tempo cammina 
con l’assenza alle spalle
e promesse di vuoto.  



22 nov 2016

allegretto


chi narra continua
a spostare il tempo
in lettura viaggiante.
per non esporlo
in uno scacco.



19 nov 2016

panorama leggero


nella superficie di vetro 
o di carta 
che usiamo per ridurci 
a mente pianeggiante,
a telegrafico clima, 
nella confezione  
pronta di manovre  
sta forse il solo esercizio 
accessibile, 
il solo atteggiamento 
assolto.



18 nov 2016

numerica


la gente pensa a milioni.



16 nov 2016

a Nimrud


la memoria di pietra
vacilla,
il bello perde la forma
nei passi dei devoti
distruttori.
la loro sgolata secrezione
infligge
l’unica morte l’ennesima.

ma presto il loro regno
tornerà fantasma demente,
presto non potranno
più conseguenze,
neanche nel passato.



15 nov 2016

aggancio


a breve la velocità
sarà finita,
si sarà raggiunta
nell’esattezza.



14 nov 2016

sbarco


la vita ti succede
alla fine.



13 nov 2016

pallidi ritrovi


i modelli 
in cui ci incontriamo
diluiscono 
in una terra fuoriuscita
dall’esperienza.
ci siamo tolti i sensi 
e tolti il sangue
semplificandoci.
ci allontaniamo
operando in surrogati 
che ci estromettono,
siamo distanze di noi
finzioni delle nostre idee 
la nostra rimozione.



11 nov 2016

squillante


sotto il cappello
c’è l’uomo senza cappello.



9 nov 2016

voltafaccia


oggi nove novembre
si ritorna,
oggi neghiamo la scuola
riprendiamo il vantaggio
degli appena nati,
azzeriamo raffinamenti
e salamelecchi,
torniamo all’ovvio
che si vede,
la civiltà è un sabotaggio
la bontà è bugiarda.



7 nov 2016

è freddo e fa freddo


alcuni credono
di spostare il tempo
elencandone le azioni
argomentando
che la nebbia è umida
e il sole scotta
che è autunno
e si accorciano le giornate
che il cielo è nero e pioverà
che è caldo e fa caldo
che è freddo e fa freddo,
che la frutta è dolce
e il caffè è amaro
che ha riso ridendo
e pianto piangendo,
ripete che ha pulito
perché era sporco
che ha dormito
perché era stanca
che è uscita
dovendo uscire,
e così continua
ripetendo la voce
parlando alla voce.



6 nov 2016

allagato


scalzando 
fasi fondative
ti trovi breve,
sgravato registro 
che si allaga 
sull’esperienza, 
ti trovi nuova 
specie dei vertici. 



3 nov 2016

variazione


qui 
sparecchio le frasi 
per generare la lettura.



1 nov 2016

dimensione


il cielo lo colori
con le nubi.



30 ott 2016

restiamo


il segno non teme
la rovina il segno
non se ne andrà.



29 ott 2016


la musica
si spiega
in musica.



28 ott 2016

sulle gambe


ci sono taluni 
a loro agio sulle gambe, 
per cui il passeggio 
è una snella operazione, 
il saldo di una pulizia. 
e altri che invece vanno 
senza misura, 
appendici della mente 
che rovinano
verso una meta, 
con appresso un corpo
comportato da dentro.  



22 ott 2016

giovamento


scelgo dell’uomo
la riduzione.



21 ott 2016

la sufficienza


la sufficienza sola 
di te compone 
un castello effimero,
disfa la soluzione 
del ritorno, 
eleva una scala 
che si abbatte, 
cuce 
sfilando il ricamo. 



18 ott 2016


potrei
dunque sono.



16 ott 2016

il verde


il verde della laguna
non sa preferirsi.

transita nei toni 
di smeraldo latteo, 
immagine del colore
che contiene l’azzurro,
possibilità di tinte
subacquee e ritratti
di un dato latente.

l’acqua
è compatta pienezza, 
poderosa pelle 
dell’acqua,
confine delle cose
complete.

l’onda è altra onda,
riflesso di un riflesso,   
segno di un segno
anteposto,
senso senza esito.



11 ott 2016

non lo fa


l’universo non lo fa 
chi lo salva 
ma lo salva chi lo fa.



10 ott 2016


vivendo
rovini tutto.



7 ott 2016

pellicole


vedere dice 
una prima volta, 
dà un primo oggetto. 
poi ad ogni vaglio 
scarcera un dato 
ausiliario.
ad ogni esame 
va nel cuore relativo, 
comprende la macchina 
del suo prodursi 
la carne semantica 
di quella spoglia. 



coautrice:
Silvia Ollari


6 ott 2016

+ + + +


l’abbondanza
il più delle volte
racconta l’abbondanza.



4 ott 2016

cercava


cercava
di continuo libri
fruendo del lavoro
di cercare.
il libro incitava
otteneva
reperiva la ricerca
che lo cercava,
era la causa vuota.



1 ott 2016

il testo


per scrivere il mondo
divento testo,
entrambi cediamo
condivisi
nella misura.



30 set 2016

qui dovrei


qui dovrei 
dire 
qualcosa, 
un ordine deve 
chiudersi un momento 
affidarsi.
e in effetti succede,
sulle pareti del testo
assistiamo 
al suo palco vuoto.



28 set 2016

parlare


ci troviamo a far parlare
la birra.



25 set 2016

usata


impegni l’istante
lasciandoti intera, 
destinata 
a durare adesso. 
ad ogni frammento
consegni il tuo tempo 
completo.



22 set 2016

il giorno


scomponi il domani
sognandolo nell’oggi.



21 set 2016

quel viso


quel viso è così 
tuo,
tradisce tuoi episodi
e ricorrenze, 
nessun canone 
lo controlla, 
nessun aiuto lo procura.
la traccia non può
recuperarti poiché
il tuo argomento ti segue,
finisce dove tu termini.



16 set 2016

oratoria


all’enfasi restò
da comunicare
il punto esclamativo.



13 set 2016

etichetta


la realtà non sa
stare al mondo.



11 set 2016

la faccia ilare


la faccia ilare 
della vita fasciava 
un volto in rovina,
ogni allegria era stretta 
al suo principio 
raggelante,  
eredità di un inizio. 
il momento vi macerava, 
le risate il buffo la gioia 
erano attimi 
di ciò che moriva, 
la gioia era già dolore. 

tu e io intermedi 
di fronte 
a perduranti stelle
ridiamo insieme 
già morendo, 
felici già infelici 
abbracciati e soli 
al termine di tutto 
ridiamo.



7 set 2016

la ripresa


la catena delle date 
rallenta. 
giri i giorni tenendoli 
in una squadratura 
continuamente mirata, 
visuale rassegna ferrea. 
la pratica perfetta 
ti cancella, 
o forse ti fornisce, 
lo sguardo non lo dice.  



4 set 2016

credibile /2


il realismo ti serve
per vedere ancora
la realtà com’è.



3 set 2016

credibile /1


mi occorre un film
in tre dimensioni
come occorrono
veri capelli
alla Gioconda.



2 set 2016

il motivo


una volta lanciate 
le regole
tutto divenne tutto.



23 ago 2016

bellezza debole


la bellezza è inferiore
a te
il suo canone perfetto
non ha riforma.



22 ago 2016

competenza 2


l’artista si rompe
rompe il modo.



17 ago 2016


mi hai pianto
fuori.



16 ago 2016

altra luce


alla fine mi smarrirai
brucerò,
tu a dimenticarti
separata,
con la luce negli occhi, 
altre variazioni e sortilegi
che mi escludono,
penserai
a niente di me.

ma in qualche modo 
da qualche parte 
solitaria nelle epoche, 
senza neppure esistere, 
avremo luogo assieme.  



14 ago 2016

pesca


l’occhio vede
quanto sai.



12 ago 2016

la giornata


la giornata era larga
le ore indebolite.
le abitava remissivo
senza abbreviarle,
voleva portarle patirle,
durare a parte 
nel numero.



10 ago 2016

niente


il nulla io lo vedo
il nulla è qui, 
si presenta
non è il niente.
è la cosa al contrario,
che sveste,
la cosa che tralascia
che giace,
la cosa e basta, 
priva di agire.



5 ago 2016

a metà


morirò avanzando.
morirò residuo.



4 ago 2016

la risposta


la risposta è la domanda
è la risposta è la domanda.



2 ago 2016

ovest


mentre noi andiamo
cercando a ovest
verso millenni
di inesplicazione, 
vuoti vacanti
multipli favolosi
policromi opulenti;
mentre viviamo
sulla pelle sottile
di qualche anno
sospesi su un recesso
sconosciuto, 
tristi pieni
incompleti felici
privi di destino
privi di peso
compiuti nei tramonti;

altri con semplicità
si fanno una religione
esauriente.  



1 ago 2016

il canto chiaro


chi non vuole
la poesia non trova
più di una cosa
alla volta,
non legge la musica
ma ciò che gli spieghi.

gli occorre andare piano
per frasi illustrate,
scalzare la scrittura
ricavando un bagaglio,
demolire l’edificio
per tenersi la cima.

ed ogni cima
chissà a cosa
gli servirà.



30 lug 2016

preghiera 22


non dire mai 
che questo 
momento 
lo è. 



27 lug 2016

è quasi ieri


è quasi ieri l’incontro,
ma l’occasione
ora non li raggiunge, 
ingombrata 
da una variante 
che ha ripetuto
ineguale il seguito.



26 lug 2016

preso


preso 
nella maglia 
della lettura, 
sovraffollata 
di rapporti 
e nodi 
e dettagli 
e spessori, 
la parola frena  
a inevacuabile
macigno. 



25 lug 2016

paralisi


l’anima chiusa 
è armata dall’enigma, 
contratta in uno spigolo. 
ti tieni a distanza, 
atrofizzata da altre voci,
cedi a ore fredde 
a sequenze corrette, 
l’incanto si dissipa 
in dure discipline. 
ti muovi per velare  
faville profonde, 
ti nascondi  
in un sentiero doloroso. 
mezze lacrime brillano 
mentre ti affatichi
e nessuno le coglie, 
nessuno 
scopre l’angolo sordo 
in cui rovini. 

ma ora io decido, 
ora le tue dita 
lunghe si appigliano 
all’ultimo istante 
radicato, 
le dita claustrali 
che preziose 
tengo.



a M.

20 lug 2016

il popolo


il popolo bue
laido e fatale
oppresso adoratore
si guadagna
la guerra civile.



15 lug 2016

lassù all’inferno


ogni martire dimostra
che pattume sia il cielo.



12 lug 2016

il bello


comprese dunque
che il bello era
sopravvivenza

mosso da forze feroci 
in cui ognuno uccideva 
venerando l’equilibrio 

il bello era la migliore forma, 
senza attributi di pietà 

il tramonto i metalli i ghiacci  
la pelle e la teoria: 
abitava ovunque, 
non preferiva nulla 

era nei cuccioli divorati, 
nelle sabbie desertiche, 
in organismi infinitesimi 
e enormi intervalli  

ogni nodo rispondeva 
a una resistenza: 
i manufatti i pensieri 
gli imperi e le frasi 

la bellezza vestiva ogni cosa 
rigettando i corpi cariati 
e i casi repellenti 

era la volontà del cosmo 
la salvezza di nessuno  

non si dava commento
non aveva intenzione
non perdeva
idea su di sé

regola apicale 
e perfetta, 
verso e origine
levatura indifferente,
il bello sopravviveva.



10 lug 2016

viene


viene un tempo 
che si romperà, lasciando 
un sottile presente, 
il rudimentale inizio 
che si perpetua,
alveare dello zero.



8 lug 2016

la gabbia


non ti permetto
di uscire dalle frasi, 
sarai contorno uguale
marcia medesima.



6 lug 2016

uscendo


uscendo dalla testa 
trovò circostanze 
senza cattura, 
elementi glabri 
concomitanti, 
metri copiosi 
e mediocri.



5 lug 2016

mentre parli


mentre narri del nulla
la tua voce parla.



4 lug 2016

la femmina


la donna e la femmina
aderiscono in lei.
l’una abita l’altra
senza frattura,
condotta e innocenza
costume e sangue
servono
un esercizio binario.

l’educazione quieta 
ripara un volto incolume, 
lo sguardo brado 
si decanta 
in mimiche e fioriture, 
un proprio salotto civile 
che ne stringe le carni. 

incontrarla soffocata
in un discorso,
nelle proporzionate 
movenze,
nel verde vergine
degli occhi, acceca.
averla un attimo
piena nelle mani
scava la nostra eredità.

in lei il corpo
uccide la storia,
la lunga invenzione
di falsi segmenti
laboratorio del verbo,
in lei la donna finisce.



25 giu 2016

exit


si provveda  
un passato
ai nipoti.



exit /2


cosa succederebbe se
un grande paese
che ha compiuto secoli
uscisse dalla sua epoca
rimpicciolendosi
in giardino?
- nulla di terribile
nulla di grave
nulla di nulla.



indipendenza


con scogli prati burro
e salmone
abbiamo tutte le risorse
per vincere la Storia.



21 giu 2016

preghiera 21


scivola nell’altro 
senza punteggio, 
non combattere la musica 
non riscuotere la mira.
le volontà non ottengono 
leggerezza. 



16 giu 2016

descrizione


fra tre parole
c’è una montagna.

ha lo spirito dell’altezza, 
di un suolo verticale 
che sarà il tuo tempo. 
è una e numerosa
intera e multiforme, 
la valuti in un cumulo di passi
di chiome radici torrenti  
pendii radure, 
gole dirupi fruscii 
ciottoli ed aghifoglie.  
cammini su sedimenti macerati, 
fremiti ti seguono 
nella penombra, 
sei catturato
da pietrisco e sequenze di rami, 
da periodi e respiri variabili. 
le strade che escludi 
accorciano il paesaggio   
ma il bivio perdura 
nella somma, la scelta 
si incrementa di scelte negate. 
penetri tra radiazioni di arbusti, 
la boscaglia è un codice 
di ombre sterpi marcescenza, 
si approssima in intricati fogli 
in una fragorosa selva di caratteri. 
sali, prosegui fino a crinali
in equilibrio con l’azzurro, 
l’altezza rigurgita le incognite 
chilometri più in basso. 
procedi ancora,
la scena si fa rupe spoglia
superficie che scala il cielo,  
avanzi verso la vetta, 
vuoi terminarti nel simbolo, 
essere l’acme 
che schiaccia il peso, 
che riduce 
il massiccio a un solo punto 
complessivo.  
infine sei in cima, 
hai la sintesi. 

così hai visto la montagna, 
districata 
dal groviglio di un’immagine.



15 giu 2016

svago


fece
fece
fece,
andò
andò
andò,
ed ecco una trama.



12 giu 2016

insania


un paese
che dà agli abitanti
fucili d’assalto
è incapace,
o proviene
da una storia incapace,
o prepara
un futuro incapace.



11 giu 2016

simpatia


c’è chi crede
nell’edificazione
di un messaggio
di umanità articolata, 
in epoche lente 
verso la scelta.
e chi crede
nell’eterna fine
in consumo,
nella concorde 
relazione dei volti, 
nei soli occhi
che cominciano in te.



10 giu 2016

interno


ciò che dici
nel discorso
è al discorso
che lo dici.



8 giu 2016


il cielo
è un’azione.



7 giu 2016

mattatoio


l’animale quindi
sarebbe
portatore sveglio
di carne,
vigile quantità
paralizzata
vivente di orrori?



6 giu 2016

rompicapo


spesa la velocità i fatti perduravano in un acquario di carta svolti su un banco minuzioso distillato il turbinio li trovavi trattenuti sul luogo a ripetersi nella medesima risposta temperati dalla esattezza teorica raffreddati a lavorabile formula il problema aveva sottesi raccordi le cause limitrofe alla conseguenza popolavi il luogo provavi schemi assumendone gli eventi incagliati personificando quelle stanze ribattitura dell’enigma ma la soluzione terminava inconclusa ponendo la sola altezza il passo senza terreno l’eredità priva di padre

e poi finalmente
accoglievi un intreccio
un albero 
ordinato di episodi,
e vedevi
i pezzi innestarsi
risolvere il loro disegno

svolgersi

in cento petali
concomitanti.



3 giu 2016

visse


visse con prudenza
attento che la vita
non gli facesse nulla.
neanche morì.



27 mag 2016

scaltra merce


abbassa la poesia
prima di farne 
scaltra merce
rapidità cosciente
auto impianto 
invenzione del vero. 



22 mag 2016

gioiello


il principe azzurro
non parla.



19 mag 2016

la volontà


il luogo in cui passeggi 
è un progetto. 
il pane le nubi livide
di pioggia 
i vicoli lastricati, 
le giovani donne 
le vecchie luci 
la pittorica forma urbana. 
sono le uniformi finalità 
in cui non rientri, 
i domicili di cui 
non hai obiettivo.  

cammini in arterie  
di afflizione o euforia, 
guardi in uguali 
sguardi opposti.  
non c’è tanta differenza 
con la fine: 
sta solo nell’assegnazione 
che trovi, 
in una eredità probabile.

è tutto lì ti dici, 
vagare addolorato 
in ogni bellezza 
o portarne una tua 
simile, 
che ti consegni 
a un compito.

passeggi guardando le nuvole, 
una volta usandole 
una volta terminando remoto.
passeggi come al solito 
mentre passeggi in te, 
cammini nel tuo pensiero 
in cammino, 
vivo 
e ugualmente lieve,  
almanaccando un vero sangue. 

ma vuoi. 
vuoi una volontà 
bagnarti in un indirizzo 
aggiustarti un esito, 
vuoi reagire alla luce, 
riportare
la risorsa del paradiso: 
sapere dove vanno i fili. 



16 mag 2016

nasceva


l’opera gli nasceva 
dalle cavità 
in cui attendeva il suono. 

in giorni e settimane  
di lavorio rarefatto 
di sottrazione intima 

eradicazione di elementi

mentale affilatura. 

una disappetenza spalancata
volta a cogliere i succhi 
fievoli che increspano 
il campo dell’indagine.

se ne stava appena vivo
edificio cogitabondo
del proprio deserto 
vigile dato.



15 mag 2016

il re nudo


ciò che succede
è niente, un tentativo
di divertire le cose.



13 mag 2016

tramite


è talmente attento
a come dire, 
che dice il come.



12 mag 2016

i contorni


dopo la tormenta 
ogni vano è una reazione 
di luce piena. 
vetrate ondulanti 
la rivolgono 
come estrema immagine, 
illustrazione del giudizio, 
e tu nel traguardo 
delle sponde ti salvi.



9 mag 2016

non ho


oggi non ho 
linguaggio, 
proposito, nulla. 
non voglio 
né non voglio. 
ho niente 
neanche posizione. 
non cerco capacità 
né scelta 
né minimi risultati. 
solo un rapporto  
nativo mi impiega.



8 mag 2016

la glossa


il tutto comprende
la glossa sul tutto.
ma come possono
starci entrambi?



6 mag 2016

dio diretto


le chiarezze macerano 
il dio diretto.  
la sua entità 
non si pronuncia 
all’uomo, 
non ha alcuna misura,
è l’articolazione 
di un crivello 
che si sorveglia. 



4 mag 2016

la cornice


nel riquadro c’è attenzione.

ciò che vedi è scelto, 
messo in colloquio
vincolo rapporto richiamo,
è una rete di elementi
che si dipendono.

ogni forza chiede le altre, 
si distribuisce nella misura.

ciò che vedi è già pensato, 
è un calcolo 
di salde esattezze,  
di intellettuali 
sostanze asciugate.  

non c’è sbaffo che non sia 
piccola vitalità 
prescritta dalla forma. 

oltre il riquadro 
ci sono aree smarrite
e senza lettura, 
manca il contenuto, 
le forme stanno 
in nativo disturbo, 
frazioni o eccedenze 
delle cose. 

la cornice inaugura il mondo 
circoscrive il positivo 
taglia il caos. 

qui riesce il bello, 
la bellezza non scivola. 

nella cornice ripari 
la cattura, 
la massa accecante 
che sborda. 

la cornice afferra lo sguardo,
vede,
la cornice è ciò che vedi, 
dove vedi il modo di vedere.



1 mag 2016

il comodo


tediato da scomode 
occorrenze, desiderò 
una vita leggera. 
quindi tolse le frizioni,
gli intralci, gli attriti, 
spianò le incognite 
accogliendo i bisogni 
su rotaie levigate.
i compiti si esaudivano
scendendo facili, 
in un gentile 
meccanismo calzante. 

così procedettero 
gli anni corretti, 
scorrevoli, 
fino a esercitare 
il solo assolvimento. 



23 apr 2016

Human Mask, Pierre Huyghe


è una figura cupa nelle sedi
di un ambiente illeggibile, 
il solo taglio lattescente 
del profilo si comunica. 
ha una maschera 
il viso che recita l’umano, 
ma è una lontana 
creatura ridotta.

è composta, controllata, 
lievi prove la modificano. 
ogni angolo della casa 
ogni turbamento le si rivolge. 
ombre marcate, cavi, 
carrelli, armadi, frigoriferi, 
i pannelli 
di una dimora giapponese. 

ciò che qui si racconta  
è l’osservazione 
della figura e il suo corso 
lungo le luci oscillanti 
di un ricovero, 
un’indagine su gesti allusi,
su cenni appena avvertibili 
di forze.
e poi l’affanno la frenesia,
nei brevi corridoi 
battuti dal rumore, 
la prigione di pioggia 
in cui ripete il suo ruolo
nelle stanze dell’immagine. 

è il proseguire 
di un racconto costante
di cui ricevi 
i soli fenomeni.

non leggi 
una trama che va 
a concludersi, 
non è così che conosci. 
la storia termina ovunque, 
nel riflesso 
nel guizzo nell’ombra, 
nel commercio 
di equilibrio e di sintomi. 
è l’attimo innalzato,
agito d’intensità, 
l’attimo eseguibile.  
la trama è soprattutto 
l’accostarsi delle cose. 



22 apr 2016

il fatto


uno spiraglio
sulla eterna
superficie
stazionaria
la mosse.
era
la provenienza.



20 apr 2016

la corsa /1


il bagliore non declina.
la pelle diserta i luoghi,
affiancati 
in una gerarchia di celle, 
la scena matura 
senza cornice.



19 apr 2016

la corsa /2


già lavori
a un’ora prossima,
indebolisci
nel seguito.



18 apr 2016

l’azzardo


dovresti essere 
con un grado di difetto 
sull’orlo della rottura, 
rubarti e fallire 
in un altro ordine, 
vivere l’azzardo  
di aprire un lato, 
destituirti. 



shopping


senza acquistare
compri i tuoi soldi.



17 apr 2016

il quadro efficace


valutava il quadro, 
la causa astenuta nel bianco, 
le minute tensioni
del tono, la grana  
di un idioma labile. 
non gli era sufficiente. 
chiedeva alla superficie 
ipotesi e problemi, 
la narrazione e la formula 
di un bisogno.
rifiutava il legame anemico, 
il campo attivo 
di un eloquio formale; 
ignorava le verità visive 
la frequenza del pigmento, 
unica forma penetrabile.
discuteva i brividi dell’oggetto 
senza saperli disporre, 
ne era la reazione fallita, 
non esaudiva il disegno, 
non autorizzava 
la voce del peso.



8 apr 2016


scrivo alla scrittura 
scrivo nello scrivere. 



6 apr 2016

ineducato


è un pittore 
che va a dipingere 
ineducato alla bravura 
degli altri, 
inconsapevole 
della correzione del tempo. 

ribatte 
alla tensione delle linee 
ignorando i modelli, 
guarda col proprio nome
le forme. 

usa soggetti adoperati,
ma l’arte gli nasce ora 
da un cammino  
che ne disegna la mano, 
da una peculiare regola.

il pittore ineducato 
propone tele mai apparse,
il gesto rifulge 
di un punto focale, 
prende qualcosa della vita,
la diretta psiche.



5 apr 2016

penso


penso nelle mani,
moltiplicato
della sola portata,
non da sopra
non da fuori.



4 apr 2016

le direttrici


programmi esigui rapporti,
meschine relazioni 
dello spazio,
il nome della realtà,
epigrafia che deponi
in una scuola tronfia,
cassettiera 
di tecniche formulate,
e perdi la sua vicenda,
e smarrisci le sue direttrici.



1 apr 2016

promozione


l’ippopotamo
è migliorato:
ora è un cigno.



31 mar 2016

i primi fiori


le generazioni 
senza memoria 
racconteranno 
la novità dei fiori.



30 mar 2016

posteriore


pure questo brano 
scalpita 
sapendosi seguente,
e l’inizio è la fine 
reciproca. 



18 mar 2016

tribolazione


di pigrizia non si muore
perché non si ha voglia.



17 mar 2016

spopolato


se la terra perde 
un insetto
non lo rifà l’orso.  



16 mar 2016

intrasportabili


le prove vissute 
sfociavano 
nel proprio regime,
nella stessa esecuzione,
incedibili in un sunto 
comunicante. 
erano il gravitare 
di un portamento lontano, 
un permanente disavanzo,  
la lettura caduta. 



15 mar 2016

flora universale


se parli agli altri parli
di equazioni scialbe,
di termini modesti
che esportano il comune,
di poco visibile, 
di poche forme diffuse,
vegetazione ubiqua,  
traduzione riposante,
bassa lingua
che spiana i casi;  
parli di lettere 
che si incontrano 
in una dottrina standard
che esprime sempre
solo
sempre
il sole di mezzogiorno.



14 mar 2016

pletorico


quel testo onnipresente
che ricorre a sé asfissiando,
che si presenta informato 
del proprio servizio,
la domanda bruciata 
di conseguenze, 
il guadagno esposto  
guidato ai termini stessi:
quel testo si legge da solo.



4 mar 2016

il dopo


se il tempo va avanti
allora avanti c’è qualcosa.



2 mar 2016

il viso


il viso che recuperi 
sarà uno spazio artificiale,
della finzione che si evoca.



29 feb 2016

compositore


arrivi dagli spiriti 
dimoranti della materia, 
estraendone il filo 
in un organo di altezze 
di confinante planimetria.
prendo il tuo artificio 
governato 
di mutui rapporti, 
le guide di ambrosia 
che hai costruito
comandando il tempo 
in un letto di voci, 
le strade 
dove sei accaduto. 



27 feb 2016

la piega


la percorrenza
non ha metri
negativi.



20 feb 2016

.


la tua morte
non ha testo.



a Umberto Eco

17 feb 2016

il debutto


una cosa
completamente rinnovata
è completamente
priva di prestigio
visto che è completamente
appena apparsa.



15 feb 2016


adesso.



13 feb 2016

IV. madre


e tutto è madre
causa del tempo,
tipografia
di ulteriore figura,
tutto si fornisce
alla modifica,
raccogliendosi.
e così tu ami, 
sei madre
dell’orizzonte
che ti incontra.



12 feb 2016

III. errore


- e la memoria, 
che costruisce 
la completa vicenda, 
il suo arabesco? 
tu la sottrai. 

- la memoria è l’errore. 
la memoria si è generata. 

è un portato delle regole, 
un organico capitolo, 
l’angolo eventuale 
proceduto dalle premesse. 

la memoria 
è il nostro male, 
e tale vizio 
non si discerne da sé 
non si comprende. 

questo male ora 
ci dà albergo. 



11 feb 2016

II. percorrenza


senza tale diffondersi, 
viaggio continuo del lato, 
prova che immerge le radici 
in una ragione irreperibile, 
non ci sarebbe dinamica 
né illusione né il sinuoso 
invito dei misteri.  



10 feb 2016

I. ti dico


ora ti dico che la cosa 
è sua piattaforma, 
geografia che auto deriva. 
e tu erri 
verso una conseguenza 
che è invece compresa: 
è la facoltà longitudinale, 
la scelta dello scambio. 

chi la crea dunque?  
regole che erano, 
che sono prima e sempre,  
che nessuno ha collocato. 
puoi andare 
solo in larghezza, 
la risposta risponde 
la domanda. 



9 feb 2016

la soluzione


ho risolto la vita 
e ora la soluzione 
non la risolve. 
mi attardo 
con le mie mani 
apprese, 
con la voragine 
trasparente.   



8 feb 2016

l’incremento


il procedere dei numeri
mi occupa, la metodica 
sequenza di somme
è la mia narrativa monocorde,
il compito di assumerli
di impersonarne la cifra.



7 feb 2016

la rosa


la rosa
è una forma
terminata.



6 feb 2016

scioglimento


tutto è conclusione:
la vita i secondi
il racconto
l’opera lo scopo. 

anche il tuo occhio
si muove per chiudere,
anche l’armonia.

e così il fiore 
si ultima,
il quadro incontra
il margine,
la frase
parla dal punto,
la notte rovina 
nell’aurora,
la forma si ha
terminando.



5 feb 2016


lo sai
o sai
la frase?



4 feb 2016

il posto


svanisce la diffusione dello spazio,
delle cose situate, 
dell’abito fermo che le abbiglia.
resta il febbrile storno di terre, 
il domicilio di orizzonti transitori. 



22 gen 2016

da morti V


edifichi la tua distanza
nell’oggi che la presume.



21 gen 2016

da morti IV


perdi i fili
comprensibili
che gli altri
non allacciano,
perdi gli accenti, 
la ricerca 
che hai indagato.



18 gen 2016

da morti III


vivi passeggero  
deponendo
una cesellata sorte.
vivi per il poi
che si schiera,
curandolo 
in forma riflessa.



16 gen 2016

da morti II


porsi indietro, 
figure acerbe 
che non si allargano, 
solo precedenti. 



14 gen 2016

da morti I


- come faremo a morire?
come astenerci,  
non servire le conseguenze,
ignorare il processo 
che si evolve, 
il raffinarsi puntuale 
dell’espressione?
contenere 
l’ordito del cammino
a un punto mediocre, 
a un decifrarsi carente 
della prima domanda?

come potremo 
concluderci precari, 
non stare nella somma, 
perdendo 
il profitto dei giorni, 
l’emanazione risolutiva? 
come potremo terminare, 
ora che abbracciamo 
l’intero accaduto, 
ogni incremento 
e problema? 

- guarderemo da prima.



10 gen 2016

petali III


spossessava
le forme
per operare
l’epilogo.



9 gen 2016

petali II


amava spogliando 
la figurazione,
trovando lo zero.



8 gen 2016

petali I


procedeva
sfinendo
le immagini.



7 gen 2016

la dose


se mangi tanto
fa male.
e lo stesso
se vivi tanto.



6 gen 2016

uno


vuoi che il caso 
non sia uno, 
ma li sia 
ciascuno ogni volta, 
uniforme pensiero 
che si visita,
la figura del tutto. 

una globale parola
che si innerva
nel favo delle voci,
il circuito incessante 
e convertibile. 

vuoi un maestoso 
pensiero minimo 
una omnia 
monocroma idea.



2 gen 2016

attualità


comunichi la tua età
all’età degli altri.